sabato 3 agosto 2013

QUESTA è L'ITALIA, PREGIUDICATI E CONDANNATI STANNO ANCORA AL GOVERNO

Questa è l'Italia, pregiudicati e condannati non solo sono a piede libero ma possono stare tranquillamente al governo, a legiferare leggi at personam per i propri sporchi interessi personali mentre il popolo è alla fame stremato e spolpato dalle tasse. Se rubi una mela per fame vai in galera, se evadi il fisco per miliardi sei un grande. E tutti sono collusi e complici per mantenere alto il tenore di vita della casta ed i cittadini devono sottostare alla loro sudditanza. Roba da medio evo, se non peggio.

Berlusconi condannato, Financial Times: “Cala il sipario sul buffone di Roma”

Per il quotidiano della City, che commenta la sentenza di condanna della Cassazione, ora il Senato "dovrebbe cacciare il Cavaliere" e l'Italia, con la sua uscita di scena, "potrebbe liberarsi del suo frenetico populismo e abbracciare il liberismo economico"

 
I compiti di polizia in Italia sono svolti da cinque corpi nazionali, chiamati comunemente forze dell'ordine, a cui si aggiungono le polizie locali .
La funzione di assicurare la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e il coordinamento delle forze di polizia, sono esercitate dal Ministero dell'Interno, quale massima Autorità di pubblica sicurezza statale.
Nel 2005 il numero totale di forze di polizia attive in Italia era di 324.339 unità, il più alto in Europa, 74.000 in più rispetto al secondo, la Germania e più del doppio della Gran Bretagna. Tuttavia bisogna considerare che in tale numero è compreso l'organico dell'Arma dei Carabinieri (circa 115.000 unità), che essendo una forza armata (fino al 2001 faceva parte dell'Esercito Italiano) non ha esclusivi compiti di polizia.
 
Alla luce della storia nazionale, dove tradizionalmente l'autorità di polizia veniva divisa tra Corpo di pubblica sicurezza e Arma dei Carabinieri, anche la fase costituzionale repubblicana non ha prodotto definizioni nitide di un'autorità di polizia e l'unica carica che possa in qualche modo nominalmente avvicinarsi all'argomento è quella (già creata durante il fascismo) del Capo della Polizia, che governa il Corpo della Polizia di Stato.
Ma proprio a questa carica è stata aggiunta, anche nel nome, un'attribuzione più evocativa dell'interpretazione ordinamentale della funzione, poiché il Capo della polizia è anche "direttore generale della pubblica sicurezza" con autorità su tutte le forze di polizia italiane. Proprio nella focalizzazione sulla "pubblica sicurezza" si ha quindi una gerarchia di autorità indirettamente ammesse alla gestione delle funzioni di polizia in Italia.
Alessandro Pansa: chi è il nuovo capo della polizia, la biografia
Alessandro Pansa è stato nominato nuovo capo della Polizia.
Il prefetto di Napoli succede a Antonio Manganelli, morto lo scorso 20 marzo all’età di 62 anni. Fino a ieri sembrava che la maggioranza non fosse in grado di trovare un accordo sul nome. Invece oggi la scelta è stata compiuta ed è ricaduta, appunto, su Pansa. La nomina è avvenuta nel corso del Consiglio dei Ministri n.6 del governo Letta, che si è riunito a partire dalle 11.20 di oggi, 31 maggio 2013.
Se l'ex capo della polizia Manganelli guadagnava 621.000€ l'anno, pensate che il nuovo capo Pensa, guadagni di meno? Pur non avendo trovato nessuna fonte dato che è stato eletto in marzo penso che se proprio non sarà quella cifra ci si avvicinerà molto, sono oltre 50.000 al mese, ma ci pensate? 

Quindi, signori miei armatevi di forconi perché a questo punto è necessaria una rivoluzione in massa. 

Claudio Zapparoli  
 
 

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