domenica 3 novembre 2013

RITORNO A SCRIVERE DOPO UNA LUNGA ASSENZA

Sono stato assente per troppo tempo, è ora che ritorni a scrivere

Questa mia prolungata assenza è stata causata da diversi eventi avvenuti dopo il mio ultimo post:
 
  1. Sono tornato in Italia, forse per un tempo determinato o forse per sempre. Per quale ragione? La prima fisiologica, in questi ultime tre anni passati tra Cina e Vietnam, mi hanno indebolito nel fisico a causa di una non adeguata alimentazione, scarsa di proteine e calorie, come ben sapete in Asia l'alimento base è il riso e dato che ormai mi veniva a nausea, non ne ingerivo a sufficienza, pertanto ho continuato a perdere peso fino ad un dimagrimento eccessivo e perdita delle forze e della mia fascia muscolare.
  2. in previsione dell'età di pensionamento devo preparare tutte le carte necessarie ad ottenere la pensione per l'anno prossimo, ma una volta messo piede nel suolo Italiano ho incontrato un sacco di problemi, a causa della perdita di residenza in Italia con la conseguenza della perdita del diritto all'assistenza sanitaria, per me indispensabile in quanto sono siero positivo all'HIV e necessito di farmaci da prendere tutti i giorni per mantenere la mia situazione immunitaria e non ricadere nel rischio di prendere alcuna infezione opportunistica ed ammalarmi di AIDS, farmaci che costano un sacco di soldi e non potrei permettermi di pagare nemmeno quando sarò in pensione. Oltre al fatto che per procedere all'approntamento dei documenti necessari per la pensione senza una residenza non mi è concesso di approntare.
  3. Pertanto quello che sto facendo attualmente è rinnovare la mia residenza per tornare in possesso di tutti i miei diritti di cittadino Italiano residente in Italia, Purtroppo i soldi a disposizione sono molto pochi e non bastano a pagarmi un affitto di un appartamento nella provincia di Modena, cosi mi sono adattato a convivere con altri un appartamento in condivisione dove il prezzo della stanza rimanga modesto per non finire fuori budget, stabilendomi in periferia di Modena.     
Scrivere non è il mio forte, e leggere forse, ancora meno, ho sempre preferito vivere le mie esperienze di vita, ogni conquista ottenuta con le proprie forze hanno un sapore diverso di quelle lette sui libri o su romanzi di appendice, niente è più appagante di raggiungere i propri traguardi con le proprie forze, non ho una base scolastica di alto livello e cosi mi sono sempre documentato di volta in volta per migliorare il mio bagaglio culturale sia nel campo del lavoro che quello extra lavorativo. Ammetto che qualche volta ho esagerato sbagliando nei confronti della mia famiglia e dei miei figli, per seguire il sogno della mia vita (quello di girare il mondo). Spesso, sono stato un padre non molto presente e un pessimo marito, tutt'altro che fedele al tetto coniugale, di certo ho sbagliato ed oggi alla mia età me ne sto rendendo conto, sono un peccatore come tanti e forse più di tanti, ma se ben  ricordo, Gesù disse, molti anni or sono chi è senza peccato scagli la prima pietra grandi o piccoli siamo tutti peccatori e se cosi non fosse non saremmo nemmeno esseri umani, ma questa non deve essere una scusante, se voglio redimere i miei peccati devo prima fare ammenda e riconoscere che ho sbagliato, secondo devo cercare di non ripetere gli stessi errori, terzo cercare di ricucire gli strappi, almeno nel limite del possibile. Dico nel limite del possibile, perché nonostante abbia cercato di riconciliarmi con i miei figli, ancora le mie e-Mail non hanno procurato nessuna risposta, forse lo strappo è stato troppo grande per essere perdonato in quattro e quattro otto, e necessita di un tempo più lungo, mentre per ciò che riguarda la mia ex moglie non c'è niente da ricucire e neppure cerco di farlo, lei pur essendo una donna con cuore grande e di certo una madre meravigliosa, il suo rancore nei miei confronti e troppo grande, oserei dire che mi odia, ma non voglio attribuirgli un sentimento cosi pesante, l'odio è un sentimento che nessuno dovrebbe nutrire perché di certo non porta sollievo  ma anzi, avvelena il sangue e di certo non migliora noi stessi, il rancore verso una persona forse, sarebbe più ragionevole, anche se non si dovrebbe portare verso nessuno, se si vuole raggiungere una pace interiore.
Qui mi fermo, non voglio apparire come un filosofo o un sapiente, no di certo, credo di avere ancora tanto da imparare dalla vita, prima di tutto la modestia che non è mai abbastanza.
 
        La seconda ragione è quella meno venale della prima, oserei dire che è la ragione che più mi appassiona, in questi anni passati all'estero, quasi come in esilio forzato non ho mai smesso di seguire le vicende del mio paese di origine, l'Italia tanto bella quanto disgraziata, questa ITALIA che non c'è, e che desidererei tornasse ad esistere un Paese sovrano come membro di questa vecchia EUROPA e non come suddito e schiavo dell'EU e della moneta unica la più grande truffa perpetrata da patti impopolari che la condannano ad una lenta ed inesorabile agonia prossima ad una morte spietata delle classi più deboli che sono destinate a soccombere senza un lume di speranza. Certo, un uomo solo poco conta, ma uno più uno fanno due e due più due fanno quattro e cosi via a livello esponenziale fino a diventare una moltitudine, milioni e milioni di persone che lottano per i stessi principi, nel pieno rispetto della nostra costituzione La più bella del mondo. Con questo, non intendo fare propaganda per questo o quel movimento politico o partito, tanti sono i movimenti che vogliono le stesse cose, hanno nomi diversi ma un unico desiderio popolare, quello di ritornare SOVRANI del nostro territorio e della NOSTRA vecchia e amata moneta, ognuno di loro con un suo programma, simile nella sostanza, e chi con qualche sfumatura personale, è chiaro che la eccessiva frammentazione non fa altro che recare un danno comune. Quindi bando ai personalismi e concentriamo i nostri sforzi per un obbiettivo comune convogliando tutti i movimenti politici in un unico grande raccoglitore, è risaputo che solo l'unione fa la forza per mandare a casa la vecchia casta quei personaggi che in tutti questi anni hanno portato il paese sull'orlo della bancarotta, e della miseria che è sempre più diffusa. La NOSTRA economia sta andando a rotoli mentre chi sta al governo invece di rilanciare il paese verso una rinascita, pensano solo al proprio personale tornaconto per non perdere quella poltrona che si sono incollati al culo e godere di tutti i privilegi che all'unanimità si sono votati come se vivessero in un mondo incantato che nulla ha di reale con la  situazione economica popolare. ESSI CHE DOVREBBERO ESSERE AL SERVIZIO DEL POPOLO CHE INVECE E' SUDDITO DI UNA OLIGARCHIA REGNANTE DELLA CASTA. Dobbiamo sovvertire questo ordine di cose, e a proposito faccio un appello a quelli che non credono più nella politica e si astengono lasciando fare ad altri quello che ognuno di noi dovrebbe fare con responsabilità e senso del dovere, la politica non è un gioco, è una cosa seria che va presa con le dovute considerazioni, per migliorare la situazione economica garantendo il lavoro per tutti ed uno stipendio adeguato al vero costo della vita.
E allora sveglia popolo, è ora di rimboccarsi le maniche ed impegnarsi, ogni singola persona vale quanto una intera comunità di cittadini, prendiamo esempio dalle classi più agiate che non rinunciano mai a recarsi alle urne e votare per coloro che fanno il loro sporco gioco di interesse, QUESTO DOBBIAMO FICCARCELO NELLA MENTE altrimenti ne va della nostra sorte e della sorte dei nostri figli. Questo governo "di larghe intese" è ormai prossimo alla fine e non è detto che nella prossima primavera non si debba tornare alle urne, pertanto approfittiamo di questo periodo per trovare le giuste alleanze, il mio sogno è che i personaggi che contano e che sono di spessore come:
Paolo Barnard, Paolo Ferraro, Alfonso Luigi Marra, Luigi Cancrini, e perché no anche Beppe grillo, si riuniscano per trovare la giusta intesa per un partito rivoluzionario capace di rovesciare il vecchio sistema politico fatto da gente collusa con la malavita e la corruzione.
Considerando il movimento 5 stelle e dei suoi Grillini che hanno dimostrato nei loro sporadici ma non meno incisivi interventi in parlamento coraggio da vendere spiattellando in faccia alla casta la cruda verità, ma queste vecchie facce di bronzo inespressive hanno imparato a digerire tutto senza mostrare un minimo di vergogna, Concludendo dico che non possiamo sottovalutare la presenza di m5s con una forte adesione e consenso popolare, pertanto non vedo perché non tenere in considerazione questo fatto e se tutti fossero d'accordo incentivare la forza già esistente prendendo m5s come unico raccoglitore, arricchendo il loro programma che è di per se è già buono con un ulteriore forza di coesione contro il signoraggio perpetrato dalla BCE e dalla CE.

Claudio Zapparoli 
 
 


sabato 3 agosto 2013

QUESTA è L'ITALIA, PREGIUDICATI E CONDANNATI STANNO ANCORA AL GOVERNO

Questa è l'Italia, pregiudicati e condannati non solo sono a piede libero ma possono stare tranquillamente al governo, a legiferare leggi at personam per i propri sporchi interessi personali mentre il popolo è alla fame stremato e spolpato dalle tasse. Se rubi una mela per fame vai in galera, se evadi il fisco per miliardi sei un grande. E tutti sono collusi e complici per mantenere alto il tenore di vita della casta ed i cittadini devono sottostare alla loro sudditanza. Roba da medio evo, se non peggio.

Berlusconi condannato, Financial Times: “Cala il sipario sul buffone di Roma”

Per il quotidiano della City, che commenta la sentenza di condanna della Cassazione, ora il Senato "dovrebbe cacciare il Cavaliere" e l'Italia, con la sua uscita di scena, "potrebbe liberarsi del suo frenetico populismo e abbracciare il liberismo economico"

 
I compiti di polizia in Italia sono svolti da cinque corpi nazionali, chiamati comunemente forze dell'ordine, a cui si aggiungono le polizie locali .
La funzione di assicurare la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e il coordinamento delle forze di polizia, sono esercitate dal Ministero dell'Interno, quale massima Autorità di pubblica sicurezza statale.
Nel 2005 il numero totale di forze di polizia attive in Italia era di 324.339 unità, il più alto in Europa, 74.000 in più rispetto al secondo, la Germania e più del doppio della Gran Bretagna. Tuttavia bisogna considerare che in tale numero è compreso l'organico dell'Arma dei Carabinieri (circa 115.000 unità), che essendo una forza armata (fino al 2001 faceva parte dell'Esercito Italiano) non ha esclusivi compiti di polizia.
 
Alla luce della storia nazionale, dove tradizionalmente l'autorità di polizia veniva divisa tra Corpo di pubblica sicurezza e Arma dei Carabinieri, anche la fase costituzionale repubblicana non ha prodotto definizioni nitide di un'autorità di polizia e l'unica carica che possa in qualche modo nominalmente avvicinarsi all'argomento è quella (già creata durante il fascismo) del Capo della Polizia, che governa il Corpo della Polizia di Stato.
Ma proprio a questa carica è stata aggiunta, anche nel nome, un'attribuzione più evocativa dell'interpretazione ordinamentale della funzione, poiché il Capo della polizia è anche "direttore generale della pubblica sicurezza" con autorità su tutte le forze di polizia italiane. Proprio nella focalizzazione sulla "pubblica sicurezza" si ha quindi una gerarchia di autorità indirettamente ammesse alla gestione delle funzioni di polizia in Italia.
Alessandro Pansa: chi è il nuovo capo della polizia, la biografia
Alessandro Pansa è stato nominato nuovo capo della Polizia.
Il prefetto di Napoli succede a Antonio Manganelli, morto lo scorso 20 marzo all’età di 62 anni. Fino a ieri sembrava che la maggioranza non fosse in grado di trovare un accordo sul nome. Invece oggi la scelta è stata compiuta ed è ricaduta, appunto, su Pansa. La nomina è avvenuta nel corso del Consiglio dei Ministri n.6 del governo Letta, che si è riunito a partire dalle 11.20 di oggi, 31 maggio 2013.
Se l'ex capo della polizia Manganelli guadagnava 621.000€ l'anno, pensate che il nuovo capo Pensa, guadagni di meno? Pur non avendo trovato nessuna fonte dato che è stato eletto in marzo penso che se proprio non sarà quella cifra ci si avvicinerà molto, sono oltre 50.000 al mese, ma ci pensate? 

Quindi, signori miei armatevi di forconi perché a questo punto è necessaria una rivoluzione in massa. 

Claudio Zapparoli  
 
 

martedì 30 luglio 2013

OGGI PARLIAMO DI COSTO DEL LAVORO

Se vogliamo tornare competitivi nei mercati internazionali si deve ridurre il costo del lavoro, in contemporanea con una maggiore produttività. Credo che su questo argomento non ci piove, nel senso che essere più produttivi ad un costo inferiore significa una notevole riduzione dei prezzi dei prodotti e quindi una maggiore incisione di competizione sui mercati internazionali per acquisire ordini rispetto alla concorrenza di altri paesi. Senza gli ordini non c'è lavoro con la conseguente chiusura di aziende ed aumento della disoccupazione. Ed inoltre, il calo della forza produttiva si traduce in un calo della quota erariale per lo stato, se cala il fatturato calano anche le entrate del gettito fiscale, (mi pare ovvio, o no?).
  1. se cala il potere di acquisto dei lavoratori calano anche i consumi, insomma, (è un cane che si morde la coda).
  2. una maggiore austerity non è la giusta soluzione.
  3. il netto dei salari di un lavoratore medio non può subire altre flessioni.
  4. di conseguenza non rimane altra soluzione che ridurre la pressione fiscale seguita da una notevole riduzione di spesa dello stato, troppi privilegi e troppi sprechi devono obbligatoriamente ridimensionarsi ai livelli rapportati con i salari dei lavoratori dipendenti e non 10 volte superiori come succede tutt'ora, Vorrei sapere per quale motivo un normale usciere a Montecitorio debba guadagnare 10.000€ al mese, uno stenografo 24.000€, un barbiere 5.000€, un coadiutore (aiutante) oltre 15.000€ e questi sono solo alcuni esempi, se poi parliamo del parco macchine (auto blu di grossa cilindrata) con autista oltre 620.000, più la scorta armata.
Cifre da capogiro,  
In una lettera su "La Stampa", Giuliano Amato parla del suo vitalizio da 1047 euro al giorno Tempo fa sul blog di Beppe Grillo  venne data notizia della pensione d'oro di Giuliano Amato: 34mila euro al mese (sic!). Una faccenda diventata poi pubblica, tanto che ora anche i giornali ne parlano. Lui, Amato, oggi interviene con una lettera su "La Stampa" dove spiega che non può ridursi la pensione. Eccola:"Caro direttore, in relazione all'articolo sulle pensioni d'oro apparse sul suo giornale, mi permetta di precisare quanto segue. Quando, nella trasmissione Otto e mezzo, mi venne chiesto da Lilli Gruber come rispondevo a chi mi chiedeva di ridurmi la pensione, risposi che non capivo la domanda, non per tracotanza, ma per la semplice ragione che ormai sono un privato cittadino e non ho quindi alcun potere nè sulla mia nè sulle altre pensioni. Ma avevo appena ricordato che quando ero stato Presidente del Consiglio, ero stato il primo a introdurre il blocco dell'adeguamento all'inflazione e il contributo di solidarietà delle pensioni elevate, a partire dalla mia. En passant, avevo anche chiarito che, disponendo della pensione, non avevo voluto gli emolumenti di Presidente del Consiglio e di Ministro del Tesoro. Forse, nell'effigiarmi attraverso la citazione di ciò che dissi in quella trasmissione, anche questo doveva essere ricordato.
Cordiali saluti".
Giuliano Amato, La Stampa 12 dicembre 2011
 
 
Che faccia tosta, ragazzi, e ne ho citato solo uno, pensate a tutti gli altri?  
La sola camera dei deputati costa al cittadino EURO 2.215,00 AL MINUTO

Questi dati sono solo dell'anno passato rilasciati dal corriere della sera

Tommaso Padoa Schioppa 552.211 Annui..scusate se è poco...per i risultati che abbiamo in Italia...almeno filasse tutto liscio
Giuliano Amato 414.220 - 34.316€ al mese
Clemente Mastella 312.378 - 26.031€ al mese
Romano Prodi 217.221 - 18.101€ al mese
Paolo Gentiloni 178.496 - 14.874€ al mese
Emma Bonino 176.434 - 14.702€ al mese
Alfonso Pecoraro Scanio 173.999 - 14.499€ al mese
Massimo D'Alema 166.989 - 13.915€ al mese
Pier Luigi Bersani 160.165 - 13.347€ al mese
Giovanna Melandri 160.084 - 13.140€ al mese
Francesco Rutelli 159.527 - 13.293€ al mese
Rosy Bindi 157.285 - 13.107€ al mese
Livia Turco 119.150 - 9.929€ al mese (la più poverina)
Gianfranco Fini 180.000 - 15.000€ al mese.
 
E tutti questi personaggi sono fuori dal governo in carica.
Se poi contiamo tutti i partiti come ad esempio la margherita che non esiste più in quanto confluita nel PD ma che ad ogni elezione prende ancora i rimborsi elettorali e mantengono aperte le loro sezioni per il solo fatto di percepire il finanziamento pubblico destinato ad ogni partito.
 
 
Povera Italia tanto bella quanto disgraziata
 
 
Pertanto, come detto sopra è necessario ridurre la pressione fiscale.
Argomento sindacati:

Si sollecitano i lavoratori ad esprimere la propria scelta mediante la riconsegna del modulo in quanto in caso di mancata riconsegna sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzio-assenso.

Questo è uno spudorato abuso di potere, ogni cittadino ha il diritto di scegliere se pagare il sindacato o non pagarlo o pagare una quota ad un sindacato autonomo senza ritenuta in busta paga ma tramite libero tesseramento.

Si deve abolire la destinazione dell'8 per mille dell'Irpef alla chiesa o altri enti religiosi, con una riduzione delle aliquote Irpef che vanno a beneficio del lavoratore.
La chiesa cattolica Romana gode già di innumerevoli entrate in quanto più che una istituzione religiosa assomiglia ad una Holding SPA. Su questo argomento ci sarebbe molto da scrivere e lo farò in seguito in un altro post dedicato solo ed esclusivamente al Vaticano tramite appunti tratti dal libro Vaticano S.p.A.

Per i lavoratori dipendenti l'Irpef viene trattenuta alla fonte, mentre per i lavoratori autonomi (liberi professionisti e artigiani) il trattamento Irpef è molto diverso.

A mio giudizio, ritengo che un datore di lavoro possa usufruire legalmente di personale dipendente e di personale autonomo per prestazione di manodopera la cui contrattazione salariale è libera tra datore di lavoro e libero professionista, senza avere il terrore che l'ispettorato del lavoro lo penalizzi per presupposto di dipendenza. Dove sta la convenienza, semplice, ci possono essere oscillazioni a volte anche notevoli sull'acquisizione di ordini di una azienda, pertanto una maggiore flessibilità della forza lavoro comporta minor rischio per l'Azienda stessa ed il lavoratore autonomo cosciente di questo deve accettare il rischio di dimissioni a causa di una recessione del mercato.
Il lavoratore autonomo non ha nessun diritto di rivalsa per ferie, tredicesima, ne tantomeno di compensi a fine trattamento.
In questo modo grazie ad una sensibile riduzione delle imposte sulla busta paga ed una autonomia contrattuale con personale autonomo ridurrebbe sensibilmente il costo del lavoro ed aumento della produttività grazie ad un lavoro a cottimo (cioè ti pago un tot per quello che produci) questo non si tratta di sfruttamento ma bensì di differenziazione del guadagno per meritocrazia.


Claudio Zapparoli

lunedì 29 luglio 2013

IL NAZIONALISMO DEL POPOLO GERMANICO NON HA MAI FINE

Giusto ieri, ho letto da qualche parte, (non ricordo dove) che alle prossime elezioni in Germania che si svolgeranno il 22 settembre prossimo, sta prendendo piede il neo partito Alternative für Deutschland   che ha già superato la soglia di sbarramento del 5% ed ha come prima voce del programma  fuori dall'euro subito Grecia, Cipro, Portogallo, Spagna, Italia e "probabilmente" anche della Francia. Dopodiché ci dovrebbe essere una fase transitoria di 4-5 anni con l'euro in parallelo alle monete nazionali. La fine globale della zona euro, con il ritorno al marco anche per la Germania, dovrebbe avvenire, secondo i suoi piani, entro il 2020, al limite con un'unione monetaria con la Finlandia, l'Austria e l'Olanda.
Avete capito bene?  Per il motivo che siamo paesi insolventi del famigerato debito pubblico non più in grado di pagare gli interessi, ed allora tanto vale fare i lavativi e non pagare perché non siamo in grado di sopportare altre tasse ed ulteriore austerity.
Ma magari vincessero le elezioni, ci farebbero un'enorme favore.
 
Comunque, come vadano le cose, a noi nessuno ci potrebbe impedire di iniziare da subito a coniare la nostra vecchia e amata LIRA in circolazione soltanto all'interno del territorio Italiano. Questo darebbe nuovo slancio alla nostra economia disastrata e moribonda, e ripoterebbe la piena occupazione, (ci sono attualmente più di tre milioni di disoccupati su una forza lavoro di 25 milioni, oltre il 12%).
Ma ci pensate? gli Euro che sono in circolazione bastano ed avanzano. Con la lira si possono pagare gli stipendi dei lavoratori sia del pubblico che del privato senza bisogno di tagli alla sanità, all'istruzione, ed alle pensioni. Abbiamo un sacco di risorse sfruttabili che porterebbero valuta pregiata nelle casse dello stato, valuta che serve all'Industria per acquistare le materie prime che noi non disponiamo come minerali e combustibile, come?
Vi faccio alcuni esempi:
  • incentivare il turismo straniero attraverso politiche mirate all'accoglienza ed al soggiorno degli stranieri che desiderano passare le vacanze in Italia con pacchetti di soggiorno a prezzi imbattibili grazie alla lira in circolazione, vacanze sia estive che invernali e non di meno culturali, ricordiamoci che il nostro paese è ricco di storia millenaria di luoghi e città che tutto il mondo ci invidia, e non di meno della NOSTRA cultura enogastronomica la più ricca del mondo.
  • Non ci manca niente, il gusto del Made in Italy riconosciuto ed apprezzato oltre confine nelle sue svariate forme: moda, design, pelletteria, gioielli, e calzature sono risorse da sfruttare a pieno per ridare slancio all'economia e portare nelle nostre casse valuta pregiata.
  • Pensate un po', perché dobbiamo mandare al macero le nostre arance per importare le arance dal Marocco e dalla Spagna? Le banane si possono coltivare anche in Italia, ci sono luoghi al sud dell'Italia che si prestano bene per la coltivazione dei frutti cosi detti esotici perché importati dal Brasile come banane e ananas, i nostri agrumi sono i più succosi di tutta l'area mediterranea, le fragole si possono coltivare tutto l'anno in serra, ed da maggio fino ad ottobre inoltrato abbiamo una esplosione della più bella e succosa frutta di tutto il mondo, lo stesso vale per gli ortaggi, come pomodori e tutti gli altri tipi coltivabili in serra ivi compresa la floricultura, e che cacchio, non ci manca veramente niente. Stop agli OGM ed al MES, la Monsanto che venda i suoi veleni ad altri paesi, l'Italia non li vuole e li ripudia.
  • Basta importare prodotti Made in China come capi di vestiario a basso prezzo, attraverso una capillare distribuzione del lavoro fattibile in casa, si posso creare indumenti destinati al preda porte, al casual, come gins, camice, vestiti in giacca, indumenti di lana e cashmere, la capra hircus si può allevare anche in Italia insieme ai nostri ovini da cui si ricava la lana, Il fenomeno Carpi per gli indumenti di lana può essere ripetibile in tutto il territorio Italiano, esso infatti ha avuto un enorme sviluppo grazie al lavoro di parti di indumenti distribuiti alle casalinghe e poi raccolti, assemblati e confezionati con il marchio Italiano di ogni piccola e media Azienda.
  • Abbiamo l'Industria automobilistica più prestigiosa, Ferrari, Maserati, Lamborghini. L'Isotta Fraschini che prima produceva anche automobili ora produce motori navali per il mercato Americano.
  • Dobbiamo ridare nuovo slancio all'Industria da diporto di prestigio grazie alla forza del Desing di gusto tipico italiano sfruttando l'Hi-tech che a noi non manca, abbiamo capacità, inventiva, genialità, in tutti i settori, diamo maggiori investimenti alla ricerca medica e farmacologica.
  • Non dobbiamo sciupare niente, nemmeno nei rifiuti con inceneritori dannosi alla salute. Gli italiani vanno educati per differenziare i rifiuti, come vetro, plastica, legno, carta e cartone, compreso quelli organici degli scarti prodotti dei generi alimentari guasti, tutti perfettamente riciclabili, tutti i rifiuti organici possono essere trasformati in biogas e fertilizzanti destinati alla agricoltura e floricultura, persino la merda i nostri escrementi invece di disperderli nell'impianto fognario possono essere accumulati nelle fosse biologiche per poi essere raccolti e riciclati. Lo sapevate che anche le scoregge sono gas infiammabili? provare per credere, con questo non voglio dire che si deve girare con un sacchetto di plastica applicato al buco del culo per riciclare le scoregge, ma ad esempio i liquami dei maiali possono essere trasformati in gas metano naturale con un processo semplice e poco costoso e riutilizzabile come combustibile destinato al riscaldamento nei mesi invernali.
  • Bisogna dare maggiore impulso alle energie rinnovabili sfruttando a pieno tutte le risorse eolici incluso, non scandalizziamoci se ci sono troppi impianti eolici per trasformare il vento in energia elettrica che a detta di molti naturalisti deturpano l'ambiente, abituiamoci a vederli con occhio benevolo e ricordatevi che non sporcano e non inquinano.
  • Impariamo ad usare ed acquistare i nostri prodotti locali pagandoli in lire, mentre i prodotti di importazione devono essere destinati ai supermercati dove gli acquisti si fanno in valuta, Euro o Dollari, questo serve anche ad incentivare la Nostra industria nel campo degli elettrodomestici, o dei televisori.
  • Lo stesso vale per l'industria bellica di armi nel settore dell'aereonautica, navale terrestre e strumentale.
    L'economia italiana zoppica in diversi settori, ma non in quello della produzione di armi. Il complesso di prodotti realizzati in Italia riscuotono grande successo sia nel campo delle cosiddette armi leggere (pistole, fucili ecc.), sia in quello degli armamenti da guerra, in cui siamo il settimo paese produttore al mondo.
    La Beretta Holding s.p.a., è la più importante azienda facente parte del primo settore, con un fatturato di circa 370 milioni di euro. Questo colosso con sede a Brescia e ramificazioni all'estero rappresenta la punta di diamante di una serie di industrie (circa 160), produttrici di armi leggere e per lo sport, tutte concentrate nella Val Trompia, tra il lago di Garda e quello d'Iseo. Queste industrie riescono ad esportare quasi tutta la loro produzione, forti anche di una tradizione secolare (la Fabbrica d'Armi Pietro Beretta è in attività a Gardone Valtrompia già dal Quattrocento e, a ragione di prove documentarie, sicuramente dal 1526). Per quanto riguarda gli armamenti pesanti invece, l'elenco delle industrie italiane è circoscritto ad una manciata di aziende, tutte o quasi, facenti capo alla Finmeccanica.
    I fatturati sono da capogiro. Al primo posto c'è la Galileo Avionica con i suoi 286 milioni di euro. Questa industria progetta, sviluppa e produce sistemi avionici di missione e navigazione, equipaggiamenti elettro-ottici, sistemi di controllo del tiro per carri, ed equipaggiamenti spaziali per piattaforme e satelliti; controlla diverse società ed aziende, come la FIAR, leader nei radar avionici, e stabilimento a Milano, o la METEOR con stabilimento a Ronchi dei Legionari (GO), leader nei radiobersagli, velivoli tattici teleguidati e simulatori di volo. Tutti prodotti esportati all'estero ed in particolare in Asia, dove spiccano gli acquisti della Cina di 80 radar Grifo per un valore di 121 milioni di euro.
E chi l'avrebbe detto che noi in Italia siamo tra i 7 maggiori produttori di industria bellica, eppure il Governo e il Ministero della Difesa insiste per acquistare gli F35 di produzione Americana, sommergibili di produzione tedesca e altre navi da guerra quando abbiamo un industria navale a Monfalcone in grado di produrli sfruttando la migliore tecnologia a nostra disposizione. la stupidità dei nostri politici è infinita come è infinita la loro incapacità di governare questo disastrato Paese.
Non ci rimane che rimboccarci le maniche ed insegnare a costoro come si deve governare e sfornare nuove idee e soluzioni facilmente fattibili per ricostruire quello che loro hanno distrutto in anni ed anni di malgoverno, per questo dobbiamo unirci in un amalgama comune che sia in grado di far sentire la nostra voce e la nostra forza di rinnovamento.

Claudio Zapparoli



 

 

 
 


domenica 28 luglio 2013

IL MARE D'INVERNO

Il mare d'inverno
 
 
Non è solo il titolo di una canzone, (una tra le più belle canzoni cantate da Loredana Bertè), se leggi il testo troverai molte similitudini con questa Italia che sta morendo dopo una stagione estiva fatta di tanti anni in prosperità, di vita serena, di momenti felici e di speranze di un futuro roseo da lasciare ai nostri figli, prima che questo mostro disumano, insaziabile che sembra inattaccabile si sia infiltrato nella vita degli italiani (l'Euro). Grazie ai 
vari Berlusconi, Fini, Prodi, D'Alema, Casini, etc erano tutti euforici. Pensate un pò, a chi avete dato in mano il paese.
Non ci voleva la scienza per capire che noi non eravamo adatti a queste cose, ed ora ci viene presentato il conto (salato). Grande mossa. Craxi lo aveva detto (con lunga lungimiranza) che sarebbe stato un disastro per l'Italia. E la colpa è anche nostra per non avergli dato retta. Io non sono un Craxiano, ma la verità va detta. E così il nostro bellissimo e disgraziato paese si appresta lentamente ma non troppo, ad una stagione triste e misera assomigliando sempre più, giorno dopo giorno al mare d'inverno  
Il mare d'inverno è solo un film in bianco e nero  visto alla tv  e verso l'interno qualche nuvola dal cielo che si butta giù, sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via, punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani.
Rifacendomi al testo della canzone che bene ci azzecca con la descrizione di questa Italia che sta morendo.
E i colpevoli di tutto questo sfacelo godono impuniti mentre dovrebbero essere rinchiusi dietro le sbarre, anzi no.., mandati a spaccare le pietre sotto il sole cocente con una bella palla al piede per il resto dei loro giorni finché morte non se li porti con se e l'anima venga gettata tra le fiamme dell'inferno.
Ma verrà il giorno della giustizia e tutti i nodi dovranno passare dal pettine del popolo affamato, sfiancato, ma mai rassegnato.
Due notti or sono ho fatto un sogno che si ripete per altre notti ancora, ho sognato che nei campi del popolo affamato non cresceva l'erba ne tantomeno i fiori, ma sbucavano tra le zolle di terra arata: mitra, pistole e bazuca oltre a casse di munizioni, a dismisura destinate al braccio armato del popolo in rivolta. Le strade e le piazze di Roma pullulavano di gente che faceva da scudo al neo esercito armato popolare che si dirigeva in massa verso Montecitorio e verso il colle. 
Il resto lo lascio alla Vostra immaginazione.
Certo, il mio è solo un sogno ma sono convinto che non sono l'unico a sognarlo, più passa il tempo e maggiore questo sogno prenderà piede nella mente dei cittadini Italiani che non sopportano più la sudditanza di questa casta corrotta, ladra e assassina.
Questo mio post vuole essere un monito a quelli della "casta" perché se continuano di questo passo il sogno potrebbe tramutarsi in realtà.
 
Ed il mare d'inverno potrebbe durare solo per una stagione e poi vi saranno altre primavere e nei campi tornerà a ricrescere l'erba ed i fiori e la brezza del mare tiepido scorrerà profumato verso le pianure e tra le valli fino ai monti di questa bellissima penisola chiamata ITALIA

Claudio Zapparoli

 
 
 



venerdì 26 luglio 2013

COME HANNO FATTO L'ARGENTINA E L'ISLANDA AD USCIRE DALLA CRISI

Prima di entrare in merito all'argomento, voglio scusarmi per la breve pausa dovuta al fatto di profonde riflessioni in merito alla mia, e non solo, proposta di uscire dalla zona euro. Riflessioni dovute al fatto che per autorevoli personalità di spicco che l'uscita dell'Italia dalla zona Euro sarebbe un disastro ancora peggiore che rimanerci, COLOSSALE MENZOGNA, e vi spiego il perché: abbiamo due esempi al mondo che dimostrano il contrario, uno in Europa, l'Islanda e uno in sud America l'Argentina. Paesi che hanno avuto il coraggio di dare una svolta decisiva alla loro vita e sopravvivenza e che oggi, dopo avere superato i primi disagi prosperano e sono in continua crescita economica.

Claudio Zapparoli

ARGENTINA E ISLANDA: COME USCIRE DALLA CRISI

di FRANCESCO MONTANINO

Rimini – E’ partito ieri sera il summit della MMT (Modern Money Theory) in programma in questo fine settimana al Pala 105. L’evento fortemente voluto dal giornalista Paolo Barnard (che ha trovato un’ampissima risonanza soprattutto sui social network, sui motori di ricerca e su tantissimi blog ma che è stato incredibilmente e vergognosamente censurato come al solito da certa stampa italiota), vedrà la partecipazione di alcuni illustri economisti americani (Auerback, Parguez, Black, Hudson e Kelton) che in questa intensissima due giorni illustreranno le loro ricette economiche per provare a tirare fuori dal baratro anche il Bel Paese.
Circa duemila i presenti (provenienti praticamente da ogni angolo della Penisola) accorsi ad assistere a questo importante evento (soddisfatti e sbalorditi gli stessi organizzatori che non si aspettavano tale affluenza di pubblico) a conferma che, nonostante l’assordante silenzio dei media di regime, Internet si dimostra ancora una volta essere lo strumento migliore per far circolare anche e soprattutto quelle informazioni ritenute scomode dal potere costituito.
In particolare, c’è di che essere davvero sconcertati sullo scarso rilievo dato a questa importante manifestazione dalla stampa e dalle televisioni, considerata la delicatezza ed anche la rilevanza degli argomenti dibattuti. Dimentichiamo però che siamo in Italia, e fanno assai più presa negli strati più ignoranti della popolazione, purtroppo le “farfalle” di Belen, le partite di calcio o i sermoni di “predicatori” (strapagati come sempre dai cittadini-schiavi di questo sistema) come Celentano ed affini.
 
Tornando ai temi trattati nella due giorni riminese, sono il ripudio del debito pubblico e la ritrovata sovranità monetaria (oltre che legislativa) il piatto forte proposto da questi economisti post-keynesiani, per risolvere la gravissima crisi economica che ormai attanaglia da troppo tempo tantissimi paesi, e da cui non sembra vedersi una via d’uscita.
 
Solo Argentina ed Islanda allo stato attuale infatti hanno seguito le indicazioni della MMT, prendendo nettamente le distanze dalle istituzioni monetarie internazionali ed avviando una nuova fase di sviluppo per le rispettive economie, segnalate ormai in forte ascesa da diverso tempo a questa parte. Contrariamente invece ai tristi e drammatici scenari europei, in cui come ben si sa i poteri forti e le massonerie mondiali hanno distrutto e portato in pratica al collasso paesi come la Grecia (ormai ridotta alla fame ed alla disperazione) ed inflitto un durissimo colpo ad un sistema (quello basato sulla moneta truffa chiamata Euro), ormai modellato ad uso e consumo dei capricci del cancelliere tedesco, Angela Merkel.
 
Non sono mancate nel corso della presentazione del summit, bordate rivolte da Barnard ai sindacati (“conoscono e sanno benissimo la verità, ma non stanno facendo assolutamente nulla per impedire lo scempio che si sta compiendo”) ed ai partiti politici definiti “incapaci, inetti ed arroganti”, oltre che da parte degli stessi economisti che a turno non hanno lesinato certo durissimi apprezzamenti nei confronti anche di Obama, di Draghi ed infine dell’Euro etichettato come “strumento di schiavitù ed oppressione da parte di un’èlite finanziaria senza scrupoli che ha distrutto ogni parvenza di democrazia esistente nel Vecchio Continente”.
 
A questo post non sono mancati i commenti di persone pro o contro, quelli contro sempre con le loro assurde tesi ed opinioni disfattiste, tese a soffocare sul nascere ogni speranza di possibili soluzioni risolutive, cieche anche di fronte all'evidenza comprovata di Argentina ed Islanda.
 
Claudio Zapparoli
 
 
 

LA PRESSIONE FISCALE IN ITALIA

di GIORGIO CALABRESI
 
La pressione fiscale in Italia ”e’ una delle piu’ alte del mondo. Secondo le ultime analisi della Banca mondiale, sommando tasse e contributi, la pressione sulle imprese lambisce il 70%, a quota 68,5%. A puntare il dito contro la zavorra fiscale e’ il presidente della Cna Ivan Malavasi nel suo intervento all’assemblea annuale della confederazione artigiana e Pmi. Eppure ”non e’ finita qui. Nel 2012 con l’Imu l’imposizione sugli immobili produttivi e’ destinata a raddoppiare” dice Malavasi aggiungendo che le tasse sono ”il fronte su cui le imprese rischiano la sconfitta”. Non serve un’ideona per uscire dalla crisi, afferma Malavasi citando il titolare dello Sviluppo economico Corrado Passera seduto in platea. ”Serve un’idea-Paese che metta al centro le piccole imprese” e’ la ricetta del presidente degli artigiani della Cna per il governo e la politica. Serve una ”buona politica” che definisca gli obiettivi strategici sui quali muoversi nei
prossimi 10-15 anni e sui quali concentrare le poche risorse dice Malavasi parlando ai leader politici presenti, Bersani, Alfano, Casini. Ne’ rinuncia a un focus sulle piccole imprese, quelle che – dice – rischiano di piu’ e portano vanto al nostro miglior Made in Italy.
”Negli ultimi 4 anni abbiamo perso quasi 90.000 pmi artigiane, oltre il 20%. Ben 250 mila posti di lavoro in meno. Si tratta di un numero enorme, pari a venti volte quello dei dipendenti dell’Ilva” sottolinea ancora il presidente degli artigiani che parla di posti di lavoro e lavoratori ”invisibili, perche’ fuori dal campo visivo dei media e delle istituzioni”. Intere filiere stanno scomparendo, trascinando nel baratro l’indotto e le comunita’ territoriali che attorno ad esso ruotano.
 
Manifattura, costruzioni e terziario avanzato sono i settori con il piu’ elevato numero di addetti per impresa, con i maggiori investimenti in tecnologia, innovazione, formazione, con la piu’ alta capacita’ di produrre ricchezza. ”Paradossalmente – dice – sono proprio le imprese che hanno rischiato, investito, scommesso ad avere oggi maggiori difficolta”’. Nonostante cio’, ”lo slalom quotidiano per la ricerca di credito bancario e’ drammatica”. I finanziamenti all’artigianato si sono ridotti di oltre 7 punti in un anno. Piu’ di un terzo delle nuove richieste di credito rimangono senza risposta.
Positivo invece  il giudizio di Malavasi sulle risposte giunte da Passera. ”Bene l’impegno sui Confidi, cosi’ come l’attenzione sulla proposta Cna per un’Agenzia delle imprese, bene anche la proposta di una compensazione sui redditi per le imprese che aumentano i volumi di export. Il clima e’ cambiato – ha detto Malavasi – mi pare si cominci a capire che cio’ che e’ buono per le Pmi e’ buono per il Paese”. Convinti loro… ma l’impressione è che si voglia vedere positivo laddove c’è poco da vedere. E soprattutto di sperare interventi risolutivi dalla stessa politica che è la principale responsabile della drammatica situazione in cui versano gli artigiani e le pmi del l’ex Bel Paese.

domenica 21 luglio 2013

Le spudorate menzogne del Ministero della Difesa

Fonte:
http://www.difesa.it/Il_Ministro/Uffici_diretta_collaborazione/Documents/direttiva_ministeriale_2013.pdf

 



Ministero Della Difesa




Direttiva Ministeriale
in merito alla politica militare
per l'anno 2013
 
 
Ministero della Difesa
VISTO il codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
VISTO il Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell'articolo 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246, di cui al decreto del
Presidente della repubblica 15 marzo 2010, n. 90;
VISTO il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni per la revisione della
spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento
patrimoniale delle imprese del settore bancario, convertito con modificazioni, della legge
7 agosto 2012, n. 135;
VISTA la Legge........................... recante “Delega al Governo per la revisione dello strumento
militare nazionale e norme sulla medesima materia”;
VISTE le Conclusioni del Consiglio europeo del 13 e 14 dicembre 2012:
VISTA la “Chicago Summit Declaration” rilasciata dai Capi di Stato e di Governo dei Paesi
dell'Alleanza Atlantica il 20 maggio 2012,
 

EMANA
per l'anno 2013 la direttiva ministeriale in merito alla politica militare, di cui all'annesso documento.
Roma, lì 19 DIC 2012

IL MINISTRO
firma in calce
 
 
Il ruolo della Difesa nel contesto delle scelte pubbliche
INDICE











Inquadramento politico-strategico




Il quadro della sicurezza internazionale

I contesti militari di riferimento

Il quadro economico e finanziario

Il ruolo dell'Italia nel sistema delle relazioni internazionali
 


Il ruolo della Difesa nel contesto delle scelte pubbliche
 
Lo strumento militare

La dimensione internazionale

La dimensione interministeriale (whole-of-governament)

Le attività della Difesa che concorrono allo sviluppo economico e tecnologico


Uno strumento in continua trasformazione

Direttive per un equilibrio sostenibile
Direttive specifiche per il potenziamento della condotta delle operazioni
Direttive specifiche per l'area tecnico-amministrativa
La trasformazione continua
Inquadramento politico-strategico

Il quadro della sicurezza internazionale

  1. Il sistema internazionale è in continua trasformazione. Le dinamiche politiche si sommano a trasformazioni culturali molto rapide e capaci di propagarsi a livello globale, scavalcando le barriere tradizionali rappresentate dalle differenze linguistiche o religiose, e capaci di plasmare dall'interno nuovi ordini sociali.
  2. L'Europa rimane una regione prospera ed altamente sviluppata, capace di influire in maniera importante sulle dinamiche globali. L'Unione europea, in tutto il suo percorso evolutivo, ha dato un contributo straordinario alla pace ed all'affermazione della democrazia. Grazie alla visione lungimirante dei Padri fondatori e grazie alla perseveranza di coloro i quali, in questi decenni, hanno contribuito alla costruzione europea, la riconciliazione fra i popoli d'Europa è divenuta realtà; i principi della democrazia ed il rispetto dei diritti umani sono divenuti patrimonio comune su tutto il Continente. Il processo che ha condotto all'integrazione nell'Unione di un numero crescente di Paesi ha messo in moto un profondo cambiamento culturale, oltreché politico e giuridico, capace di trasformare pacificamente il Continente europeo e di proiettare i suoi effetti su tutte le regioni circostanti. Questo processo non è concluso perché significative porzioni del Continente europeo non hanno ancora maturato tutte le condizioni necessarie per far parte a pieno titolo dell'Unione.


Mi fermo qui, tanto ormai avete capito di quali menzogne scrivono al Dipartimento della Difesa, se volete leggere tutto l'articolo vi rimando al link ad inizio pagina.
Leggendo tutto il testo del link in questione, sembra che il Ministero della Difesa, come penso altri ministeri vivano in una realtà tutta loro, fuori dalla reale condizione socioeconomica del Paese in grave difficoltà a causa della recessione causata dall'indebitamento gravissimo prodotto proprio dalla Comunità Europea e dalla moneta unica di cui non simo assolutamente sovrani e quindi succubi della politica speculativa della BCE che ci succhia il sangue peggio di un vampiro impoverendo il paese a dismisura che non potrà mai risalire la china della continua regressione economica e mortalità delle piccole e medie aziende costrette a chiudere giorno dopo giorno.
vedi: http://helloimpresa.com/index.php?option=com_content&view=article&id=6716:crisi-cgia-chiudono-oltre-1600-imprese-al-giorno&catid=44:lavoro-e-carriere&Itemid=65

Crisi: Cgia, chiudono oltre 1600 imprese al giorno


Ogni giorno le imprese che cessano l’attività in Italia sono oltre 1.600, precisamente 1.626 se si tiene contro del numero totale delle PMI che hanno chiuso nel primo trimestre 2012. L'allarme è della Cgia di Mestre che ha analizzato il tasso di nascita e mortalità delle imprese italiane.
Con questo ritmo di mortalità delle imprese è assolutamente impossibile pensare ad una ripresa economica se non tramite una drastica decisione unanime di uscire dalla Comunità e riprendersi la NOSTRA sovranità territoriale e monetaria. Ma per la classe politica che sembra vivere in un mondo sovra naturale, e ancora non si rendono conto della reale e disastrosa situazione in cui sta versando il paese ed hanno la sfacciataggine di emanare riforme atte alla ristrutturazione delle forze armate ed avventurarsi in pazze spese destinate al riarmamento tecnologico dell'esercito senza preoccuparsi se esiste una copertura finanziaria per far fronte a tali spese. Questa classe politica incluso il presidente della Repubblica sono una sorta di criminali ed incapaci e per questo meriterebbero di essere rinchiusi o mandati ai lavori forzati a vita.
Ma tanto loro godono di privilegi assurdi e non pensano sia necessaria una riforma della spesa dello stato per quadrare almeno in parte i bilanci, a tale scopo vi illustro tramite fonte ANSA la colossale differenza di trattamento tra casta e cittadini.

Online i redditi dei ministri, ecco quanto guadagnano

Passera guadagna 3,5 milioni con deposito per 8,8 milioni


Passera guadagna 3,5 milioni con deposito per 8,8 milioni
Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. E' quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scendera' a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes.

Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010.

Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais.

Per il 2010 il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro. E' quanto si legge nella dichiarazione dei redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito. Nel 2012 il reddito con l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso annuo lordo sarà di 205.915 euro. Il ministro, secondo quanto si legge sulla posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha una nuda proprietà condivisa.

Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri riceverà nel 2012 per il suo incarico uno stipendio lordo di 183 mila euro, mentre nulla emerge sui redditi dichiarati nel 2011. Dalla dichiarazione pubblicata sul sito del ministero risulta che Cancellieri ha la proprietà di cinque immobili a Milano e due a Roma. Ha inoltre 17 comproprietà: un negozio al 50% a Milano, nonchè terreni e fabbricati al 20% a Palazzolo Acreide (SR). Possiede anche 100 azioni della Banca Popolare di Vicenza e una Toyota Land Cruiser del 2001.

Il ministro della Difesa Giampaolo di Paola per il suo incarico percepirà 199 mila euro lordi nel 2012 (25 mila nel 2011). Nel 2011 ha ricevuto inoltre 314 mila euro di pensione provvisoria e 29 mila per servizio all'estero. Di Paola risulta proprietario al 50% di una casa a Livorno di 130 mq. Ha due auto, una Mercedes Classe B e una Volkswagen Polo CV. Ed è titolare di azioni Enel, Finmeccanica, Deutesche Telekom. E di Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza assicurativa Generali di 85.000 euro e obbligazioni per 655.000 euro.

Fonte: Ansa
Questi sono solo alcuni esempi della vasta partecipazione della casta politica
 

Claudio Zapparoli