Se vogliamo tornare competitivi nei mercati internazionali si deve ridurre il costo del lavoro, in contemporanea con una maggiore produttività. Credo che su questo argomento non ci piove, nel senso che essere più produttivi ad un costo inferiore significa una notevole riduzione dei prezzi dei prodotti e quindi una maggiore incisione di competizione sui mercati internazionali per acquisire ordini rispetto alla concorrenza di altri paesi. Senza gli ordini non c'è lavoro con la conseguente chiusura di aziende ed aumento della disoccupazione. Ed inoltre, il calo della forza produttiva si traduce in un calo della quota erariale per lo stato, se cala il fatturato calano anche le entrate del gettito fiscale, (mi pare ovvio, o no?).
- se cala il potere di acquisto dei lavoratori calano anche i consumi, insomma, (è un cane che si morde la coda).
- una maggiore austerity non è la giusta soluzione.
- il netto dei salari di un lavoratore medio non può subire altre flessioni.
- di conseguenza non rimane altra soluzione che ridurre la pressione fiscale seguita da una notevole riduzione di spesa dello stato, troppi privilegi e troppi sprechi devono obbligatoriamente ridimensionarsi ai livelli rapportati con i salari dei lavoratori dipendenti e non 10 volte superiori come succede tutt'ora, Vorrei sapere per quale motivo un normale usciere a Montecitorio debba guadagnare 10.000€ al mese, uno stenografo 24.000€, un barbiere 5.000€, un coadiutore (aiutante) oltre 15.000€ e questi sono solo alcuni esempi, se poi parliamo del parco macchine (auto blu di grossa cilindrata) con autista oltre 620.000, più la scorta armata.
Cifre da capogiro,
Cordiali saluti".
Giuliano Amato, La Stampa 12 dicembre 2011
Che faccia tosta, ragazzi, e ne ho citato solo uno, pensate a tutti gli altri?
La sola camera dei deputati costa al cittadino EURO 2.215,00 AL MINUTO
Questi dati sono solo dell'anno passato rilasciati dal corriere della sera
Tommaso Padoa Schioppa 552.211 Annui..scusate se è poco...per i risultati che abbiamo in Italia...almeno filasse tutto liscio
Giuliano Amato 414.220 - 34.316€ al mese
Clemente Mastella 312.378 - 26.031€ al mese
Romano Prodi 217.221 - 18.101€ al mese
Paolo Gentiloni 178.496 - 14.874€ al mese
Emma Bonino 176.434 - 14.702€ al mese
Alfonso Pecoraro Scanio 173.999 - 14.499€ al mese
Massimo D'Alema 166.989 - 13.915€ al mese
Pier Luigi Bersani 160.165 - 13.347€ al mese
Giovanna Melandri 160.084 - 13.140€ al mese
Francesco Rutelli 159.527 - 13.293€ al mese
Rosy Bindi 157.285 - 13.107€ al mese
Livia Turco 119.150 - 9.929€ al mese (la più poverina)
Questi dati sono solo dell'anno passato rilasciati dal corriere della sera
Tommaso Padoa Schioppa 552.211 Annui..scusate se è poco...per i risultati che abbiamo in Italia...almeno filasse tutto liscio
Giuliano Amato 414.220 - 34.316€ al mese
Clemente Mastella 312.378 - 26.031€ al mese
Romano Prodi 217.221 - 18.101€ al mese
Paolo Gentiloni 178.496 - 14.874€ al mese
Emma Bonino 176.434 - 14.702€ al mese
Alfonso Pecoraro Scanio 173.999 - 14.499€ al mese
Massimo D'Alema 166.989 - 13.915€ al mese
Pier Luigi Bersani 160.165 - 13.347€ al mese
Giovanna Melandri 160.084 - 13.140€ al mese
Francesco Rutelli 159.527 - 13.293€ al mese
Rosy Bindi 157.285 - 13.107€ al mese
Livia Turco 119.150 - 9.929€ al mese (la più poverina)
Gianfranco Fini 180.000 - 15.000€ al mese.
E tutti questi personaggi sono fuori dal governo in carica.
Se poi contiamo tutti i partiti come ad esempio la margherita che non esiste più in quanto confluita nel PD ma che ad ogni elezione prende ancora i rimborsi elettorali e mantengono aperte le loro sezioni per il solo fatto di percepire il finanziamento pubblico destinato ad ogni partito.
Povera Italia tanto bella quanto disgraziata
Pertanto, come detto sopra è necessario ridurre la pressione fiscale.
Argomento sindacati:
Si sollecitano i lavoratori ad esprimere la propria scelta mediante la riconsegna del modulo in quanto in caso di mancata riconsegna sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzio-assenso.
Questo è uno spudorato abuso di potere, ogni cittadino ha il diritto di scegliere se pagare il sindacato o non pagarlo o pagare una quota ad un sindacato autonomo senza ritenuta in busta paga ma tramite libero tesseramento.
Si deve abolire la destinazione dell'8 per mille dell'Irpef alla chiesa o altri enti religiosi, con una riduzione delle aliquote Irpef che vanno a beneficio del lavoratore.
La chiesa cattolica Romana gode già di innumerevoli entrate in quanto più che una istituzione religiosa assomiglia ad una Holding SPA. Su questo argomento ci sarebbe molto da scrivere e lo farò in seguito in un altro post dedicato solo ed esclusivamente al Vaticano tramite appunti tratti dal libro Vaticano S.p.A.
Per i lavoratori dipendenti l'Irpef viene trattenuta alla fonte, mentre per i lavoratori autonomi (liberi professionisti e artigiani) il trattamento Irpef è molto diverso.
A mio giudizio, ritengo che un datore di lavoro possa usufruire legalmente di personale dipendente e di personale autonomo per prestazione di manodopera la cui contrattazione salariale è libera tra datore di lavoro e libero professionista, senza avere il terrore che l'ispettorato del lavoro lo penalizzi per presupposto di dipendenza. Dove sta la convenienza, semplice, ci possono essere oscillazioni a volte anche notevoli sull'acquisizione di ordini di una azienda, pertanto una maggiore flessibilità della forza lavoro comporta minor rischio per l'Azienda stessa ed il lavoratore autonomo cosciente di questo deve accettare il rischio di dimissioni a causa di una recessione del mercato.
Il lavoratore autonomo non ha nessun diritto di rivalsa per ferie, tredicesima, ne tantomeno di compensi a fine trattamento.
In questo modo grazie ad una sensibile riduzione delle imposte sulla busta paga ed una autonomia contrattuale con personale autonomo ridurrebbe sensibilmente il costo del lavoro ed aumento della produttività grazie ad un lavoro a cottimo (cioè ti pago un tot per quello che produci) questo non si tratta di sfruttamento ma bensì di differenziazione del guadagno per meritocrazia.
Claudio Zapparoli
Argomento sindacati:
Si sollecitano i lavoratori ad esprimere la propria scelta mediante la riconsegna del modulo in quanto in caso di mancata riconsegna sarà effettuata la ritenuta secondo il principio del silenzio-assenso.
Questo è uno spudorato abuso di potere, ogni cittadino ha il diritto di scegliere se pagare il sindacato o non pagarlo o pagare una quota ad un sindacato autonomo senza ritenuta in busta paga ma tramite libero tesseramento.
Si deve abolire la destinazione dell'8 per mille dell'Irpef alla chiesa o altri enti religiosi, con una riduzione delle aliquote Irpef che vanno a beneficio del lavoratore.
La chiesa cattolica Romana gode già di innumerevoli entrate in quanto più che una istituzione religiosa assomiglia ad una Holding SPA. Su questo argomento ci sarebbe molto da scrivere e lo farò in seguito in un altro post dedicato solo ed esclusivamente al Vaticano tramite appunti tratti dal libro Vaticano S.p.A.
Per i lavoratori dipendenti l'Irpef viene trattenuta alla fonte, mentre per i lavoratori autonomi (liberi professionisti e artigiani) il trattamento Irpef è molto diverso.
A mio giudizio, ritengo che un datore di lavoro possa usufruire legalmente di personale dipendente e di personale autonomo per prestazione di manodopera la cui contrattazione salariale è libera tra datore di lavoro e libero professionista, senza avere il terrore che l'ispettorato del lavoro lo penalizzi per presupposto di dipendenza. Dove sta la convenienza, semplice, ci possono essere oscillazioni a volte anche notevoli sull'acquisizione di ordini di una azienda, pertanto una maggiore flessibilità della forza lavoro comporta minor rischio per l'Azienda stessa ed il lavoratore autonomo cosciente di questo deve accettare il rischio di dimissioni a causa di una recessione del mercato.
Il lavoratore autonomo non ha nessun diritto di rivalsa per ferie, tredicesima, ne tantomeno di compensi a fine trattamento.
In questo modo grazie ad una sensibile riduzione delle imposte sulla busta paga ed una autonomia contrattuale con personale autonomo ridurrebbe sensibilmente il costo del lavoro ed aumento della produttività grazie ad un lavoro a cottimo (cioè ti pago un tot per quello che produci) questo non si tratta di sfruttamento ma bensì di differenziazione del guadagno per meritocrazia.
Claudio Zapparoli
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