Diritto alla casa
Il
diritto alla casa è un diritto inalienabile di tutti i cittadini
Indipendentemente
che esso abbia formato una famiglia o che viva da solo
Non
è giusto che un cittadino Italiano sia che abbia formato un famiglia
o che decida di vivere da solo non possa avere una casa propria od un
appartamento adeguato alle sue esigenze anche se non è in grado di
poterlo acquistare, e che debba assoggettarsi alla speculazione
edilizia per trovare una casa in affitto che spesso assorbe più
della metà del suo stipendio con l'aggiunta di spese condominiali
senza contare le utenze di luce acqua e gas che essendo di proprietà
private spesso esagerano con i prezzi che aumentano anno dopo anno,
mentre questi servizi dovrebbero essere dello stato e quindi un bene
comune a tutti i cittadini. Come non è giusto che la possibilità di
ottenere un alloggio delle case popolari si debba mettersi in
graduatoria per averne diritto. La speculazione edilizia deve cessare
e tramite un ente dello stato si possano costruire case ed
appartamenti di varia metratura e concederle a riscatto in modo che i
soldi spesi per l'affitto non siano soldi sprecati come succede in
molti altri paesi della comunità. Ad esempio, cercando in internet
nella provincia di Valencia in Spagna avevo trovato appartamenti
monolocali o bilocali (io vivo solo) a riscatto ad un prezzo mensile
accettabile di soli 230€ completamente arredati ed inclusi di spese
condominiali. Moltissime sono le aziende impegnate nell'edilizia che
lavorano con sovvenzioni dello stato per dare un alloggio a tutti gli
spagnoli che desiderano acquistare un alloggio a riscatto.
Primo,
questo servirebbe a ridare slancio all'economia di un paese, come ben
si sa l'edilizia è una azienda trainante che darebbe lavoro anche ad
altre aziende tanto più se gli appartamenti sono arredati, ridarebbe
slancio anche all'industria del mobile e cesserebbero le speculazioni
degli affitti, vera e propria piaga dell'edilizia a fine speculativo.
Dove
ricavare i fondi?
Tramite
una legge che dia un taglio alle pensioni d'oro istituendo una
pensione sociale, dove i minimi siano adeguati al livello di vita ed
i massimi non superiori
di
cinque volte il tetto minimo, per una più equa ripartizione della
ricchezza sociale.
Tante
sono le cose da fare se solo ci fosse il coraggio della base di
unirsi e formare un vero grande partito, basato sui programmi da
attuare da subito secondo una classifica delle priorità di
intervento promulgando le nuove leggi e regole dello stato Italiano,
limitando il liberalismo spregiudicato per una più giusta condizione
sociale, anche se da parte di molti in special modo ai quei ceppi che
formano le varie caste si appelleranno alla incostituzionalità di
molti interventi, non dobbiamo temerli anche se urleranno che il
nostro partito è di stampo comunista totalitario. NOSSIGNORE, il
nostro sarà un partito apolitico fatto su una base programmatica che
riporti la giustizia tra i popoli ed una più equa ripartizione della
ricchezza che essi lo vogliano o No un Partito che agisca nel
rispetto della democrazia senza stravolgerne il senso come invece
succede oggi e che non mi si venga a dire che in una democrazia
moderna è giusto e legittimo che le caste si appropriano di diritti
e privilegi solo per loro stessi alla faccia del popolo Italiano che
viene sempre più spinto verso il Baratro della fame e della miseria
diffusa. Questa gente andrebbe rinchiusa e confiscato i loro beni
rubati alla collettività. Essi sono fuori da ogni ragion d'essere e
pertanto perseguibili dalla legge che deve tornare UGUALE PER TUTTI e
non solo per pochi.

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