domenica 28 luglio 2013

IL MARE D'INVERNO

Il mare d'inverno
 
 
Non è solo il titolo di una canzone, (una tra le più belle canzoni cantate da Loredana Bertè), se leggi il testo troverai molte similitudini con questa Italia che sta morendo dopo una stagione estiva fatta di tanti anni in prosperità, di vita serena, di momenti felici e di speranze di un futuro roseo da lasciare ai nostri figli, prima che questo mostro disumano, insaziabile che sembra inattaccabile si sia infiltrato nella vita degli italiani (l'Euro). Grazie ai 
vari Berlusconi, Fini, Prodi, D'Alema, Casini, etc erano tutti euforici. Pensate un pò, a chi avete dato in mano il paese.
Non ci voleva la scienza per capire che noi non eravamo adatti a queste cose, ed ora ci viene presentato il conto (salato). Grande mossa. Craxi lo aveva detto (con lunga lungimiranza) che sarebbe stato un disastro per l'Italia. E la colpa è anche nostra per non avergli dato retta. Io non sono un Craxiano, ma la verità va detta. E così il nostro bellissimo e disgraziato paese si appresta lentamente ma non troppo, ad una stagione triste e misera assomigliando sempre più, giorno dopo giorno al mare d'inverno  
Il mare d'inverno è solo un film in bianco e nero  visto alla tv  e verso l'interno qualche nuvola dal cielo che si butta giù, sabbia bagnata, una lettera che il vento sta portando via, punti invisibili rincorsi dai cani, stanche parabole di vecchi gabbiani.
Rifacendomi al testo della canzone che bene ci azzecca con la descrizione di questa Italia che sta morendo.
E i colpevoli di tutto questo sfacelo godono impuniti mentre dovrebbero essere rinchiusi dietro le sbarre, anzi no.., mandati a spaccare le pietre sotto il sole cocente con una bella palla al piede per il resto dei loro giorni finché morte non se li porti con se e l'anima venga gettata tra le fiamme dell'inferno.
Ma verrà il giorno della giustizia e tutti i nodi dovranno passare dal pettine del popolo affamato, sfiancato, ma mai rassegnato.
Due notti or sono ho fatto un sogno che si ripete per altre notti ancora, ho sognato che nei campi del popolo affamato non cresceva l'erba ne tantomeno i fiori, ma sbucavano tra le zolle di terra arata: mitra, pistole e bazuca oltre a casse di munizioni, a dismisura destinate al braccio armato del popolo in rivolta. Le strade e le piazze di Roma pullulavano di gente che faceva da scudo al neo esercito armato popolare che si dirigeva in massa verso Montecitorio e verso il colle. 
Il resto lo lascio alla Vostra immaginazione.
Certo, il mio è solo un sogno ma sono convinto che non sono l'unico a sognarlo, più passa il tempo e maggiore questo sogno prenderà piede nella mente dei cittadini Italiani che non sopportano più la sudditanza di questa casta corrotta, ladra e assassina.
Questo mio post vuole essere un monito a quelli della "casta" perché se continuano di questo passo il sogno potrebbe tramutarsi in realtà.
 
Ed il mare d'inverno potrebbe durare solo per una stagione e poi vi saranno altre primavere e nei campi tornerà a ricrescere l'erba ed i fiori e la brezza del mare tiepido scorrerà profumato verso le pianure e tra le valli fino ai monti di questa bellissima penisola chiamata ITALIA

Claudio Zapparoli

 
 
 



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