Uscita dall'euro
Per non creare il panico tra i risparmiatori ed una folle corsa agli sportelli bancari per ritirare i propri risparmi in euro si può agire in un solo modo, consentire la doppia circolazione di entrambi le monete Lira/Euro per un lungo periodo almeno fintanto che la riconversione sia avvenuta gradualmente, per una semplice ragione:
- le banche non sarebbero in grado di restituire tutto il contante depositato dai risparmiatori, e solo questo creerebbe un collasso bancario, un crac inevitabile
- la nuova lira subirebbe una svalutazione troppo pesante e causerebbe il crollo della borsa speculativa.
- le aziende dovrebbero rispettare il volere dei propri dipendenti se questi decidessero di farsi pagare in Lire o in Euro in questo modo la nazionalizzazione della banca di Stato diverrebbe obbligatoria per potere coniare la Lira e non più prendere in prestito somme in Euro dalla BCE la quale dovrà adeguarsi al volere del popolo Italiano.
Il valore di cambio Lira/Euro si dovrà attestare allo stesso valore antecedente l'inserimento dell'Euro e cioè 1936,27
Lire per 1 Euro. In fine quando tutto si sarà ristabilito si potrà passare ad una fase di rilancio delle nostre aziende sul mercato mondiale tramite una libera svalutazione della lira potrebbe ridare slancio alle vendite verso l'estero, è chiaro che una svalutazione della lira creerebbe un aumento dei prezzi di prodotti di importazione, ma porterebbe notevoli vantaggi al settore turistico che grazie alla svalutazione tornerebbe in Italia in massa portando con se valuta straniera pregiata.
Ecco un esempio postato da V
Prima
di eliminare l'EURO dall'Italia sarebbe meglio far circolare,
insieme, sia EURO che LIRA per almeno dieci anni. Quando gli
economisti, o meglio i deputati europei con il consenso dei
parlamentari italiani, decisero il ritiro della LIRA, solo
dopo due mesi dall'introduzione dell'EURO, forse non
immaginavano come si sarebbe evoluto il sistema dei prezzi.
Anzi pensarono che non sarebbe cambiato nulla. Esempio. Se
prima dell'introduzione dell'EURO la tazzina di caffè costava
1.000 lire dopo l'introduzione dell'EURO, inizialmente la
tazzina costava 0,50 di EURO e dopo un anno, quando tutta la
moneta LIRA fu ritirata dalla circolazione, il costo della
tazzina di caffè è (ancora oggi) a 1 EURO. Di conseguenza, a
seguito dell'entrata in vigore dell'EURO, il rincaro dei
prezzi era ed è un fattore psicologico, purtroppo. 1.000 LIRE
equivalente ad 1 EURO, a fronte di un cambio che fu stabilito,
13 anni fa, in 1936,27 di LIRE per un EURO. Per consuetudine
di mercato, le maggiorazioni di prezzo vengono fatte dai
singoli operatori liberamente; non ci sono prezzi politici o
imposti dai governi, altrimenti si applicherebbe un'economia
marxiana. Se questa è la storia, di conseguenza, oggi è
sbagliato pensare di eliminare dalla circolazione, da subito,
la moneta EURO per introdurre la LIRA, trascurando il fattore
psicologico. Senza l'ancoraggio della LIRA all'EURO, or ora la
LIRA si svaluterebbe immediatamente di circa 30% (considerando
il debito italiano 127,3% del Prodotto Interno Lordo). La
nazione italiana non ha risorse minerarie o merci di scambio
di alto valore (metalli pregiati e combustibili) tale da
potersi anche isolare economicamente dagli altri, ovvero
chiudersi agli acquisti internazionali. Se la moneta
internazionale fosse solo il dollaro, oggi per averne uno, in
cambio ci voglio 1.400 - 1.500 LIRE, al cambio di 0,76 EURO
per un DOLLARO. Se la Lira ritornasse in circolazione senza
EURO e supponendo il cambio di allora cioè 1936,27,
immediatamente, al cambio con dollaro ci vorranno 2.000 -
2.500 lire, e nella ipotesi peggiore se i mercati
internazionali dichiarassero l'Italia in default, ci vorranno
10.000 LIRE (per difetto) oppure 20.000 (per eccesso) per
avere in cambio un dollaro. Ci vorranno, forse, le valigie
piene di carta moneta per pagarci un caffè? Ci vuole una
doppia circolazione di monete sia EURO sia LIRA. E'
auspicabile che anche gli altri paesi europei adottino
contemporaneamente la vecchia moneta, in modo da far
equilibrare i poteri di acquisto delle due monete in
circolazione. L'EURO utilizzata come moneta intercontinentale,
come ad esempio per pagamenti turistici, ecc., la LIRA
utilizzata solo, come moneta nazionale per i soli pagamenti
all'interno della nazione italiana.
Cosa succede in una famiglia quando non si rispettano le regole del vivere quotidiano.
Se una
famiglia spende di più di quello che entra va in debito e non sa
come risolverlo. Quando i soldi provenienti da uno stipendio non sono
sufficienti a pagare la spesa famigliare ci sono solo due soluzioni.
- Tirare la cinghia per ridurre la spesa (austerità) per quadrare il bilancio.
- Aumentare le entrate attraverso una maggiore retribuzione, cioè fare in modo che lo stipendio si innalzi per meriti conseguiti nell'ambito del lavoro (aumento della produttività) che il datore di lavoro riconosce con un aumento dello stipendio. Oppure, Impoverimento del livello di vita, accontentarsi di vivere in minor spazio per pagare meno di affitto, contribuendo al contenimento dei consumi energetici, più piccolo è l'ambiente e minore sarà la spesa per riscaldarlo, non usare stufe elettriche per cucinare e neppure a gas ma usare stufe più economiche come quelle a legna, spendere il tempo libero per la ricerca del combustibili, esempio raccogliere la legna che non è di nessuno cercandola nel greto dei fiumi e portarla a casa ad essiccare. La stufa riscalda l'ambiente e l'acqua per lavarsi. Quadrare il bilancio non basta, si deve creare un risparmio del denaro che deve essere accumulato mese dopo mese per fare fronte alle spese impreviste le quali sono sempre dietro l'angolo, pronte ad uscire quando meno te lo aspetti e metterti in crisi.
Così
deve essere anche per la spesa di uno stato per non creare debito
pubblico. In parole povere non spendere oltre alle entrate che
significa ridurre drasticamente le spese di governo e di tutte le
infrastrutture che non sono produttive, mentre invece quello che
succede è esattamente il contrario, ovvero tutta la parte
dirigenziale e governativa di uno stato (quella parte che non produce
ma consuma solamente) deve ridimensionare il proprio livello di vita
rapportato con la base lavoratrice anziché sperperare i soldi in
privilegi personali sproporzionati rubati alla collettività.
Il
debito pubblico è creato solo dal malgoverno che se ne infischia
dell'impoverimento collettivo degli altri componenti della famiglia
il popolo. Allora il popolo ha il diritto di ribellarsi contro la
casta anche con le armi se le minacce non bastano, ha il diritto di
smettere di pagare le tasse imposte dalla casta che non ha nessun
diritto sul popolo.
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