giovedì 18 luglio 2013

Come uscire dall'euro senza creare il panico

Uscita dall'euro

Per non creare il panico tra i risparmiatori ed una folle corsa agli sportelli bancari per ritirare i propri risparmi in euro si può agire in un solo modo, consentire la doppia circolazione di entrambi le monete Lira/Euro per un lungo periodo almeno fintanto che la riconversione sia avvenuta gradualmente, per una semplice ragione:
  1. le banche non sarebbero in grado di restituire tutto il contante depositato dai risparmiatori, e solo questo creerebbe un collasso bancario, un crac inevitabile
  2. la nuova lira subirebbe una svalutazione troppo pesante e causerebbe il crollo della borsa speculativa.
  3. le aziende dovrebbero rispettare il volere dei propri dipendenti se questi decidessero di farsi pagare in Lire o in Euro in questo modo la nazionalizzazione della banca di Stato diverrebbe obbligatoria per potere coniare la Lira e non più prendere in prestito somme in Euro dalla BCE la quale dovrà adeguarsi al volere del popolo Italiano.
Il valore di cambio Lira/Euro si dovrà attestare allo stesso valore antecedente l'inserimento dell'Euro e cioè 1936,27  Lire per 1 Euro. In fine quando tutto si sarà ristabilito si potrà passare ad una fase di rilancio delle nostre aziende sul mercato mondiale tramite una libera svalutazione della lira potrebbe ridare slancio alle vendite verso l'estero, è chiaro che una svalutazione della lira creerebbe un aumento dei prezzi di prodotti di importazione, ma porterebbe notevoli vantaggi al settore turistico che grazie alla svalutazione tornerebbe in Italia in massa portando con se valuta straniera pregiata.
 
Ecco un esempio postato da Vincenzo Delcuratolo :
 

Prima di eliminare l'EURO dall'Italia sarebbe meglio far circolare, insieme, sia EURO che LIRA per almeno dieci anni. Quando gli economisti, o meglio i deputati europei con il consenso dei parlamentari italiani, decisero il ritiro della LIRA, solo dopo due mesi dall'introduzione dell'EURO, forse non immaginavano come si sarebbe evoluto il sistema dei prezzi. Anzi pensarono che non sarebbe cambiato nulla. Esempio. Se prima dell'introduzione dell'EURO la tazzina di caffè costava 1.000 lire dopo l'introduzione dell'EURO, inizialmente la tazzina costava 0,50 di EURO e dopo un anno, quando tutta la moneta LIRA fu ritirata dalla circolazione, il costo della tazzina di caffè è (ancora oggi) a 1 EURO. Di conseguenza, a seguito dell'entrata in vigore dell'EURO, il rincaro dei prezzi era ed è un fattore psicologico, purtroppo. 1.000 LIRE equivalente ad 1 EURO, a fronte di un cambio che fu stabilito, 13 anni fa, in 1936,27 di LIRE per un EURO. Per consuetudine di mercato, le maggiorazioni di prezzo vengono fatte dai singoli operatori liberamente; non ci sono prezzi politici o imposti dai governi, altrimenti si applicherebbe un'economia marxiana. Se questa è la storia, di conseguenza, oggi è sbagliato pensare di eliminare dalla circolazione, da subito, la moneta EURO per introdurre la LIRA, trascurando il fattore psicologico. Senza l'ancoraggio della LIRA all'EURO, or ora la LIRA si svaluterebbe immediatamente di circa 30% (considerando il debito italiano 127,3% del Prodotto Interno Lordo). La nazione italiana non ha risorse minerarie o merci di scambio di alto valore (metalli pregiati e combustibili) tale da potersi anche isolare economicamente dagli altri, ovvero chiudersi agli acquisti internazionali. Se la moneta internazionale fosse solo il dollaro, oggi per averne uno, in cambio ci voglio 1.400 - 1.500 LIRE, al cambio di 0,76 EURO per un DOLLARO. Se la Lira ritornasse in circolazione senza EURO e supponendo il cambio di allora cioè 1936,27, immediatamente, al cambio con dollaro ci vorranno 2.000 - 2.500 lire, e nella ipotesi peggiore se i mercati internazionali dichiarassero l'Italia in default, ci vorranno 10.000 LIRE (per difetto) oppure 20.000 (per eccesso) per avere in cambio un dollaro. Ci vorranno, forse, le valigie piene di carta moneta per pagarci un caffè? Ci vuole una doppia circolazione di monete sia EURO sia LIRA. E' auspicabile che anche gli altri paesi europei adottino contemporaneamente la vecchia moneta, in modo da far equilibrare i poteri di acquisto delle due monete in circolazione. L'EURO utilizzata come moneta intercontinentale, come ad esempio per pagamenti turistici, ecc., la LIRA utilizzata solo, come moneta nazionale per i soli pagamenti all'interno della nazione italiana.
 
Cosa succede in una famiglia quando non si rispettano le regole del vivere quotidiano.

Se una famiglia spende di più di quello che entra va in debito e non sa come risolverlo. Quando i soldi provenienti da uno stipendio non sono sufficienti a pagare la spesa famigliare ci sono solo due soluzioni.
  1. Tirare la cinghia per ridurre la spesa (austerità) per quadrare il bilancio.
  2. Aumentare le entrate attraverso una maggiore retribuzione, cioè fare in modo che lo stipendio si innalzi per meriti conseguiti nell'ambito del lavoro (aumento della produttività) che il datore di lavoro riconosce con un aumento dello stipendio. Oppure, Impoverimento del livello di vita, accontentarsi di vivere in minor spazio per pagare meno di affitto, contribuendo al contenimento dei consumi energetici, più piccolo è l'ambiente e minore sarà la spesa per riscaldarlo, non usare stufe elettriche per cucinare e neppure a gas ma usare stufe più economiche come quelle a legna, spendere il tempo libero per la ricerca del combustibili, esempio raccogliere la legna che non è di nessuno cercandola nel greto dei fiumi e portarla a casa ad essiccare. La stufa riscalda l'ambiente e l'acqua per lavarsi. Quadrare il bilancio non basta, si deve creare un risparmio del denaro che deve essere accumulato mese dopo mese per fare fronte alle spese impreviste le quali sono sempre dietro l'angolo, pronte ad uscire quando meno te lo aspetti e metterti in crisi.


Così deve essere anche per la spesa di uno stato per non creare debito pubblico. In parole povere non spendere oltre alle entrate che significa ridurre drasticamente le spese di governo e di tutte le infrastrutture che non sono produttive, mentre invece quello che succede è esattamente il contrario, ovvero tutta la parte dirigenziale e governativa di uno stato (quella parte che non produce ma consuma solamente) deve ridimensionare il proprio livello di vita rapportato con la base lavoratrice anziché sperperare i soldi in privilegi personali sproporzionati rubati alla collettività.

Il debito pubblico è creato solo dal malgoverno che se ne infischia dell'impoverimento collettivo degli altri componenti della famiglia il popolo. Allora il popolo ha il diritto di ribellarsi contro la casta anche con le armi se le minacce non bastano, ha il diritto di smettere di pagare le tasse imposte dalla casta che non ha nessun diritto sul popolo.



 


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