domenica 14 luglio 2013

La "casta" non riguarda solo i parlamentari ma tutti i dipendenti di Montecitorio

Gli assurdi costi della casta

Vizi e privilegi non sono garantiti soltanto ai parlamentari. Sono gli uscieri l’altra faccia della “Casta“, da 10 mila euro al mese. Un vero esercito, al quale si aggiungono tutti i commessi che lavorano tra Montecitorio e Palazzo Madama: . Lo svela il Giornale, citando un documento riservato del Senato, che mostra i numeri degli sprechi. Dai barbieri, agli stenografi, passando per dirigenti e segretari, fino agli assistenti e agli addetti alla buvette. Non manca proprio nessuno tra i palazzi che non conoscono crisi. Né sacrifici, anche perché, di fronte al rischio tagli, le tredici sigle sindacali si sono opposte compatte.
 
USCIERI E DIPENDENTI: TUTTI GLI SPRECHI – I numeri parlano chiaro. Tra Camera e Senato i dipendenti sono più di due mila: 800 a Palazzo Madama, 1540 a Montecitorio.  Insieme, tre volte più numerosi dei deputati: nel 2012 sono costati mezzo miliardo. E, leggendo gli stipendi, le cifre non riflettono certo i sacrifici fatti dal resto del paese, né i compensi di altre categorie. “C’è chi guadagna anche più del capo dello Stato Giorgio Napolitano”, spiega il Giornale. Nel documento, che risale alla fine dello scorso anno, sono riportati gli stipendi lordi dei dipendenti, gli scatti per ogni anno di lavoro, oltre che la simulazione della loro curva retributiva: “Ma sembra una linea retta, che vola verso i livelli standard di fine carriera”, si accusa. Come se fossero dei manager d’azienda. Il documento nasce dal tentativo studiato di abbassare i costi del personale, portando da 27 mila a 21 mila euro il livello di fine carriera. Ma, per il Giornale, le barricate fatte dai sindacati hanno impedito di operare una drastica riduzione delle spese.
STIPENDI DA MANAGER – Il quotidiano presenta alcuni esempi, analizzando le diverse fasce
 
“Partiamo dal grado più basso, quella di « assistenza tecnico- operativa », cioè i commessi, o i famosi barbieri. Appena arrivati hanno un lordo di 2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera. Ma dopo soltanto 12 mesi, per contratto, scattano rispettivamente a 2.659 euro e 3.199, e ogni anno guadagnano di più, inesorabilmente, recessione o non recessione, crisi o non crisi. Con 40 anni di anzianità l’ultimo stipendio dell’usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto all’inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all’anno, come un dirigente di una grossa azienda.

 
Poi ci sono anche gli addetti amministrativi, come le segretarie e coloro che hanno il compito di fare fotocopie e inviare le convocazioni per le commissioni: in questo caso gli stipendi superano a fine carriera i 12 mila euro al Senato (poco meno alla Camera), partendo da una base di 3 mila euro circa. E i funzionari? Arrivano fino a 17 mila euro, mentre i dirigenti toccano i 27 mila. Anche Marzia Maglio di Ballarò aveva scovato numeri simili per i 1540 dipendenti della Camera: in media, si passa da compensi da 67 mila euro annui (per il livello più basso) fino a 167 mila euro (per i consiglieri parlamentari). E come dimenticare i 406.399 euro del segretario generale di Montecitorio. Cifre irreali per troppi italiani.
 
BUONUSCITE E PENSIONI – Non mancano nemmeno le maxi-liquidazioni: “Al segretario generale di Palazzo Madama – Antonio Malaschini, ndr – sono andati un milione e 200mila euro, quando ha lasciato l’incarico”, continua il Giornale. Una buonuscita che si aggiunge alla pensione di 520 mila euro annui. E proprio il sistema pensionistico rappresenta un’altra isola felice, rispetto alla scure Fornero: “Gli esodati non esistono, anzi si va in pensione a 51anni, e con una penalizzazione ridicola, dall’1% al 4,5% massimo sull’ultimo stipendio”, conclude l’articolo del Giornale.E la media dell’età di chi chiede di andare in pensione al Senato tocca soltanto i 55 anni. In pratica, la Casta è ampia e non è composta di soli politici: altro lavoro in vista per i neo presidenti delle Camere Grasso e Boldrini, che, dopo essersi decurtati lo stipendio, hanno annunciato la volontà di ridurre i costi. Incomprensibili di fronte alla sofferenza di un paese ancora in recessione.

Quando un operaio che ha ancora la fortuna di avere un lavoro arriva si e no a 1200€ al mese e sicuramente ha anche una famiglia da mantenere, dei figli da mandare a scuola ed un affitto da pagare.
Come dare torto a quelle persone che hanno perso  la fiducia nelle istituzioni e quando vengono chiamati alle urne, preferiscono starsene a casa. Hanno tutti la mia comprensione, e così deve essere anche per quelli che invece si sforzano di dare il proprio voto nella speranza che qualche cosa possa cambiare, ma al confronto di quelli che hanno le idee chiare e godono dei privilegi di pochi perché ricchi o benestanti, banchieri od industriali, e gli istituti di credito che campano con questa forma di strozzinaggio legalizzato e protetto dalle caste, o che godono di pensioni d'oro ed il loro voto è orientato al non cambiamento mantenendo le cose così come stanno, questi parassiti che succhiano il sangue dei poveri e li vogliono mantenere umili schiavi e servitori della classe dell'alta borghesia, inclusi i prelati ed aristocratici del Vaticano che con le loro false dottrine fanno prima i loro interessi ed al popolo affamato hanno la faccia tosta di dire "beati i poveri e gli umili di spirito perché a loro verranno aperte le porte del Paradiso" ma non muovono un dito per aiutare gli affamati concretamente, ma solo con piccoli ed inutili interventi di facciata come la Caritas ed altre associazioni cattoliche che fanno qualche cosa per i poveri, organizzate per lo più da laici che hanno ancora una coscienza umana. Voglio ricordare come Sandro Pertini pur essendo ateo dichiarato era un profondo amico di Papa Wojtyla ed aveva un cuore grande ed è per questo che è stato il presidente più amato dagl'Italiani.

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